h1

Cosa stiamo leggendo?

16 dicembre 2008

allora, cosa stiamo leggendo? Parto io? Rileggo ‘Le correzioni‘ di Jonathan Franzen. Quando l’ho letto la prima volta mi ha ‘bruciato dentro’ e non sapevo perchè. Stavolta, rileggendolo, spero di capire il perchè. Ma mi aspetto ancora quel bruciore dentro. Francesco

17 commenti

  1. Sto leggendo l’ultima fatica di Renato Russo, “Barletta nel Novecento, fra cronaca e storia”
    una lettura appassionante, non vedo l’ora di sapere come va a finire!


  2. Va bene, sto anche leggendo “Omicidio a Road Hill House” molto bello.


  3. Ciao Fulvio, avendo letto tutti e due i libri che stai leggendo, credo che il primo, quello di Renato Russo, ti appassionerà molto più del secondo, l’intreccio di storie ti lascerà incollato alla sedia (o al water, dipende da dove sei abituato a leggere) per ore ed ore. Attenzione alle gambe addormentate.


  4. Eppure quando ho fra le mani un libro come “Barletta nel novecento”, l’ultimo di Renato, vengo preso da una specie di febbre che mi fa saltare continuamente da un capitolo all’altro, seguendo il filo delle foto e dei personaggi che rappresentano la memoria della nostra città. Mi ritrovo a ricordare episodi dimenticati, alcuni vissuti soltanto nel racconto di chi ne era stato protagonista e mi perdo alla ricerca delle nostre radici.


  5. io stò leggendo “La scordanza” di Beppe Lopez e mi sta prendendo come il precedente “Capatosta” perchè è una prova di maturità narrativa e creativa; come
    rappresentante della letteratura made in Puglia per me è da preferire al recente Carofiglio. Dovremmo farlo venire a parlare del suo libro – roger


  6. Penso che si possa fare, chiediamo a Franco se riesce a contattarlo.


  7. Nessun altro legge? Eppure a Natale qualche libro devono pure avervelo regalato….


  8. A Natale mi sono regalato un altro Richard Ford ‘Sportswriter’ e poi sto leggendo anche ‘Forte movimento’ di Franzen, quello de ‘le correzioni’. Davvero, e non so perchè, ma questi americani mi piacciono davvero tanto. Stavolta più Franzen che Ford.


  9. Ho letto “Contrappunto” di Don De Lillo. Ne ho anche scritto, da qualche parte. Lo consiglio a tutti. Non foss’altro perchè è un saggio di sole trenta pagine: fate bella figura (De Lillo è sempre De Lillo) e risparmiate tempo (perchè potete parlarne senza aver letto Undeworld che invece è un mattone di 886 pagine). Se poi qualcuno vi chiede:”Chi De Lillo, quello del cinema?” … potete sempre sputare.


  10. vi consiglio “L’eleganza del riccio” di Barbery Muriel. A me è piaciuto molto.


  11. ehm… lo dico/non lo dico? vabbe, lo dico… sto leggendo ‘il bibliofolle’ di giampiero mughini e, davvero, mi sta piacendo. adesso aspetto i vostri numerosi commenti.
    f.


  12. Ho appena finito di leggere “La separazione del maschio” di Francesco Piccolo: “Le troppe vite di un uomo a quarant’anni: il matrimonio, il desiderio, la paternità, il tradimento, il senso di colpa. E soprattutto, il sesso”. Così, ed altro, recita la quarta di copertina del libro. L’ho letto perchè mi incuriosiva poter ‘confrontare’ visioni, suggestioni ed opinioni maschili (quelli dell’autore) e femminili, su un tema, per certi versi basilare,se non onestamente ineludibile, come quello relativo alla ‘possibilità di coltivare la speranza ( vana?, non vana?) di riuscire a tenere tutto insieme, di dare e prendere felicità e piacere eludendo – spudoratamente- il senso di colpa’. E’ un pensiero in cui può succedere di imbattersi, prima o poi.. Meglio farsi un’opinione…Il libro mi è piaciuto; offre spunti di riflessione. Non faccio altri commenti. Ho la mia opinione al riguardo…Leggetevelo se volete…


  13. Prima de “La separazione del maschio” avevo letto “Gli ultimi incantesimi” di Silvana De Mari. Un FANTASY scritto da una delle maggiori scrittrici consacrate a livello internazionale, tradotta in diciotto lingue. Silvana De Mari è l’autore italiano più venduto nel mondo dopo Camilleri.
    ‘Gli ultimi incantesimi’ segue ‘L’ultimo Orco’, secondo libro della saga iniziata con ‘L’ultimo Elfo’. Ho iniziato a leggere ‘L’ultimo Elfo’ per motivi di lavoro, pensavo fosse un libro solo per ragazzi ed invece l’ho trovato MERAVIGLIOSO, non solo per loro, e soprattutto non solo per chi ama il fantasy. Lo stesso è stato leggere ‘L’ultimo Orco’,un libro potente ed indimenticabile, un mondo dove non c’è posto per eroi di carta, ma per Uomini e Donne liberi e consapevoli, un superbo tributo ai grandi temi dell’umanità. ‘Gli ultimi incantesimi’ è una storia di REGINE. Una storia di ‘Guerriere’. Tutte dovranno imparare a ‘combattere’ e a vincere, perchè il futuro del mondo passa dalla libertà e dalla forza delle madri, passa dal loro diritto inalienabile di scegliere il padre dei loro figli, mostrare il viso, sentire il vento nei capelli, dal loro diritto inalienabile di non essere battute, vendute, comprate, sfruttate, ripudiate, lapidate, bruciate. ‘Gli ultimi incantesimi’ è una storia di eroi involontari, improvvisati, minori, quelli bassi, i brutti, i deboli, i qualsiasi. L’eroe più piccolo è un bambino terrorizzato dai mostri che vivono nell’ombra sotto il suo letto. Silvana De Mari ha dedicato questo libro anche ‘agli angeli combattenti, ad Ayaan Hirsi, a Chardortt, ad Azar, a Taslima. Questo libro è anche dedicato a Theo Van Gogh, martire della libertà e della compassione, la cui atroce morte non è stato un effetto speciale. Un potere corrotto dalla vigliaccheria e dalla buona educazione non ha osato mettere una lapide dove quel sangue è stato versato, ma ogni giorno ci sono dei fiori e quei fiori diventeranno un prato infinito che ricoprirà tutto il mondo perchè tutte le donne possano camminarvi sopra e trovare la strada per uscire dal buio’.


  14. Prima ancora de ‘Gli ultimi incantesimi’ avevo letto ‘ Pene d’amore’ a cura di Gianni Biondillo. Di Biondillo avevo già letto ‘Per cosa si uccide’( il suo primo romanzo, ‘Con la morte nel cuore’, ‘Per sempre giovane’, ‘Il giovane sbirro’. Sempre per motivi di lavoro l’ho anche invitato a Barletta, due anni fa, per presentare i suoi libri, che mi erano tutti piaciuti. Uscito ‘Pene d’amore’ non potevo non leggerlo…Il libro contiene sette racconti erotici di sette scrittori: Andrea Bajani, Gianni Biondillo (appunto, nonchè curatore della raccolta), Valerio Evangelisti, Marcello Fois, Raul Montanari, Gianluca Morozzi, Tiziano Scarpa. Il libro nasce dalla constatazione ( da parte di Biondillo) che ‘da oltre un decennio sembra che la letteratura erotica debba essere ‘naturalmente declinata al femminile. quasi che l’emancipazione della donna abbia anche implicato l’esposizione continua del suo corpo agli sguardi altrui. Cioè maschili. Quella che al suo sorgere si era affermata come una letteratura di liberazione, oggi appare sempre più costretta entro i limiti di un genere codificato e prevedibile…..’ Di contro,per Biondillo, ‘gli scrittori disertano la narrazione erotica, non tanto per un soprassalto di pudore , quanto per calcolata o sotterranea strategia. Mettere il corpo, e il cuore, a nudo significa esporsi agli sguardi pubblici, mostrare le debolezze. Ma la gestione del sè pubblico è una strategia di potere, e il potere vuole essere saldamente maschile, senza macchia alcuna’. Il libro, attraverso i racconti dei sette scrittori,nelle intenzioni esplicitate, cerca di ‘rimettere in gioco una scrittura, quella maschile, che ha disertato l’eros. Cerca di restituire dignità, e coraggio, all’immaginario erotico maschile, alla decodificazione delle sue perversioni e frustrazioni, al libero sfogo delle sue fantasie, alla conta delle sue debolezze’. Il libro è un”operazione’ che ha dalla sua un certo ‘coraggio’: apprezzato soprattutto quando a mostrare le proprie debolezze sono gli uomini, storicamente poco o per nulla inclini a ‘spogliarsi’


  15. Ma, subito prima di ‘Pene d’amore’ avevo letto ‘Lunario dei giorni di quiete. 365 giorni di letture esemplari’, a cura di Guido Davico Bonino. Prefazione di Claudio Magris.Il quale Magris così argomenta a proposito del libro:’ Questo Lunario aiuta a chiedere ai libri ciò per cui essi esistono, vale a dire qualcosa che aiuti a capire e a vivere un pò meglio le ombre, gli incanti, le paure, le speranze, gli equivoci, gli smarrimenti di ogni giorno’. Il ‘lunario’, parola cara a Leopardi, designa un itinerario particolare di letture, quelle più intime, che aiutano a ritrovare un equilibrio interiore, letture quindi ‘esemplari’. Epicuro, Chuang-Tzu,Agostino, Angela da Foligno, Leonardo da Vinci, Erasmo, Teresa de Avila, Shakespeare, Montaigne, Simone Weil, Saba, Martin Buber, Camus, Dylan Thomas, Montale, Testori: 365 brani dal 1° gennaio al 31 dicembre di autori che scrivono dei vizi, delle virtù, degli ideali, delle paure che animano ogni esperienza umana, dall’antichità a oggi.
    E siccome sono impegnata ad attraversare uno dei momenti più non facili della mia esistenza, mi sono premurata, con questo libro, di procurarmi dei compagni di viaggio che mi facciano compagnia, nei momenti, nelle giornate peggiori, ma anche in quelli più clementi…


  16. Da due giorni invece ho cominciato a leggere ‘Il pane di ieri’ di Enzo Bianchi. Me lo ha regalato, con mio grande piacere, un mio caro amico, che ama definirsi ‘un ragazzo di campagna’. ‘Il pane di ieri è buono domani’, dice per intero il proverbio.
    ‘ Mia madre deponeva sul tavolo ogni mattina una grìssia del “pane di ieri”, un fiasco di vino, un orciolo di olio e una saliera, tutto ricoperto da un tovagliolo da lei ricamato con la scritta: “l’olio, il pane, il vino e il sale siano lezione e consolazione”.
    Ho appena iniziato, ce l’ho, come tutti gli altri, sul mio comodino, e leggo sempre, tutte le sere, e anche un pò la mattina o tutte le volte che posso, compreso quando faccio la fila alla Posta, o dal dottore, che è pur sempre un buon modo di aspettare il proprio turno. E come con tutti i libri che inizio a leggere, covo dentro una calda emozione, ed un caldo piacere, quello della scoperta…


  17. vittorio gregotti – contro la fine dell’architettura – einaudi 2008

    un breve trattato sulla condizione delle arti che aiuta a fare (o disfare) il punto sulla questione postmoderna, a quanto pare affatto superata /
    come quasi sempre capita con i libri di gregotti, mi cattura e mi avvince più di un romanzo, spingendomi a inevitabili approfondimenti e divagazioni / così, in parallelo, sto riconsiderando (con fatica) frammenti da “la condizione postmoderna” di lyotard

    un saluto



Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.